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Addio a Maradona, la carriera di un mito

Con la nazionale argentina debutta nel febbraio del 1977, non viene convocato per i Mondiali che si giocano l'anno dopo proprio in patria ma disputa quelli del 1982 e soprattutto quelli del 1986, quando trascina la Selección al titolo: memorabile la sfida con l'Inghilterra dove prima segna un gol di mano ("la mano de Dios" la ribattezzerà lui stesso) e poi una rete che verrà eletta come la più bella nella storia dei Mondiali in un sondaggio indetto dalla Fifa nel 2002. Con la Selección arriva in finale anche a Italia '90, sconfitto dalla Germania, poi è presente a Usa '94 ma gioca appena due partite prima di essere squalificato perché positivo all'efedrina. Proprio durante la squalifica intraprende la carriera di allenatore (Deportivo Mandiyu e Racing), che riprenderà molto più avanti, diventando ct della nazionale che guida ai Mondiali del 2010, fino all'eliminazione ai quarti. Allena anche l'Al Wasl a Dubai, l'Al-Fujairah negli Emirati e quindi il Dorados in Messico prima di accettare lo scorso anno la panchina del Gimnasia.
Una vita di eccessi, fra droga e alcol, Maradona si era liberato delle sue dipendenze grazie a lunghi soggiorni in centri di disintossicazione. Qualche giorno dopo il suo 60° compleanno è stato operato per rimuovere l'ematoma subdurale che gli era stato trovato nel lato sinistro della testa. Tornato a casa per proseguire il recupero, è stato stroncato da un arresto cardiaco.