EUROPA
Elezioni Repubblica Ceca
Svolta europeista a Praga. Via il premier sovranista
Vince l'opposizione di centrodestra. Rigettate le politiche sovraniste e anti-EU del premier uscente Andrej Babiš, coinvolto anche nello scandalo dei fondi offshore Pandora-papers. Gli resta la carta dell'alleanza con l'estrema destra

Babiš, rimasto coinvolto in uno scandalo finanziario emerso dall'inchiesta giornalistica nota come 'Pandora Papers', ha il 27,4% ma gli alleati non superano lo sbarramento del 5%.
Il premier guidava prima delle elezioni un governo di minoranza con i socialdemocratici (Čssd), che hanno il 4,7%, e l'appoggio esterno del Partito comunista (Ksčm), accreditato del 3,6%. Si tratta di una sconfitta storica per i comunisti, che sarebbero esclusi per la prima volta dal Parlamento dopo la Seconda guerra mondiale.
Il voto premia la coalizione moderata Spolu (Insieme), guidata da Petr Fiala (unisce i Civici democratici Ods, Top 09 e Cristiano democratici Kdu-Csl), con il 27,5% e il cartello di Ivan Bartoš, leader dei Pirati e Sindaci (PirStan), con il 15,4%.
La coalizione di centrodestra Spolu e l'alleanza tra il Partito Pirata e il partito centrista dei Sindaci hanno firmato un memorandum di cooperazione per dare un nuovo governo alla Repubblica Ceca. Lo hanno annunciato alla stampa i leader dei partiti dopo una prima tornata di colloqui, convocati subito dopo la comunicazione dei risultati delle elezioni politiche.
La forza anti-migranti e anti-musulmana, il partito Libertà e Democrazia Diretta (Spd), ha il 9,7%.
L'affluenza è stata del 64,7%.