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Usa

Ha un nome chi ha trovato il tesoro in versi di Forrest Fenn

Forrest Fenn a Santa Fe (AP Photo/Jeri Clausing)
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Ha un nome, Jonathan 'Jack' Stuef, ed è uno studente in medicina del Michigan il giovane che, nel giugno scorso, ha trovato il tesoro -uno scrigno di bronzo, ricolmo di monete, pepite d'oro e oggetti preziosi - che era stato nascosto una decina d'anni fa dal collezionista e mercante d'arte, Forrest Fenn. Lo ha rivelato un nipote di Fenn, Shiloh Forrest Fenn, sul sito dedicato al tesoro stesso. Nel frattempo altri dettagli sono emersi in un articolo pubblicato su Outside Magazine: l'autore, Daniel Barbarisi, ha raccontato che Stuef, che ha 31 anni, era letteralmente "ossessionato" da almeno due anni dalla caccia al tesoro nascosto dall'eccentrico collezionista. 

Fenn, morto a settembre, aveva lanciato la sua caccia nel 2010, nella sua autobiografia, 'The Trill of the Chase': aveva nascosto lo scrigno - del valore ragguardevole, tra uno e i tre milioni di dollari - in un punto sulle Montagne Rocciose, tra Colorado, Montana, New Mexico e Wyoming; e si era divertito a seminare indizi sul suo sito web e in una poesia al pubblicata sul suo libro. E per quanto il collezionista avesse assicurato di non aver posizionato lo scrigno in un luogo pericoloso, ben quattro persone erano morte nell'avventuroso tentativo di rintracciarlo.     

Per anni la caccia ha appassionato avventurieri e cacciatori di fortuna, al punto che quando a giugno Stuef ha trovato il tesoro, Fenn - che prima di morire aveva avuto modo di incontrarlo - ne ha voluto tenere nascosta l'identità temendo per la sua incolumità. Adesso, dopo la denuncia di una donna, convinta che chi avesse ritrovato il tesoro fosse riuscito nell'intento hackerando le sue mail (lei era convinta che il forziere fosse in New Mexico), Stuef si è deciso a uscire allo scoperto: ha chiarito innanzitutto di non averlo trovato in New Mexico.

E poi ha fatto un appello: "Negli ultimi sei mesi sono rimasto anonimo, non perché avessi qualcosa da nascondere, ma perché Forrest e la sua famiglia hanno dovuto sopportato stalker, minacce di morte, intrusioni in casa, denunce senza costrutto, persino il rischio di un rapimento. Tutto ad opera di persone deluse (dal mancato ritrovamento) del tesoro. Non  voglio che queste cose accadano a me e alla mia famiglia". Stuef ha aggiunto che non rivelerà mai dove ha trovato il forziere perché non vuole che il posto diventi una meta turistica. 
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