POLITICA
Montecitorio
Italicum, sostituzione deputati Pd. M5S attacca: "Se Renzi espelle minoranza lasciamo commissione"
Anche Scelta Civica potrebbe disertare i lavori della commissione se verranno sostituiti i 10 deputati della minoranza Dem. Fassina: "Fatto grave, fiducia invotabile", Cuperlo: "Fiducia uno strappo a rischio la legislatura". Critiche arrivano anche da FI

#Italicum Se Renzi espellerà minoranza, ritireremo emen. e lasceremo comm. Inutile partecipare a farsa con burattini che dicono si a comando
— Danilo Toninelli (@DaniloToninelli) 20 Aprile 2015Sostituzione 10 deputati Pd
Dieci deputati della minoranza Pd in commissione Affari Costituzionali saranno "tutti sostituiti" dall'ufficio di presidenza del gruppo. Ad annunciarlo il bersaniano Andrea Giorgis: "Abbiamo comunicato che non intendiamo votare né i singoli articoli né il mandato al relatore. Ci è stato detto che saremo sostituiti". Avvicendamento in vista, quindi, per l'ex segretario Pier Luigi Bersani, per Gianni Cuperlo, Rosy Bindi, Andrea Giorgis, Alfredo D'Attorre, Enzo Lattuca, Barbara Pollastrini, Roberta Agostini, Marilena Fabbri, Marco Meloni. Non dovrebbe essere sostituito, invece, Giuseppe Lauricella, critico verso l'Italicum ma che aveva già annunciato di seguire le indicazioni del gruppo in commissione. In commissione sono stati presentati complessivamente 135 gli emendamenti. La minoranza Pd ha presentato 11 emendamenti.
Fassina: "Un fatto grave, fiducia invotabile"
Per Stefano Fassina la sostituzione è "un fatto grave". Si tratta "della conseguenza dell' indisponibilità da parte del presidente del Consiglio a riconoscere le correzioni necessarie affinché il pacchetto Italicum-revisione del Senato non porti ad un presidenzialismo di fatto senza contrappesi e quindi ad una pericolosa regressione della nostra democrazia" dice il deputato dem.
Cuperlo: "Fiducia? A rischio la legislatura"
Rincara la dose anche un altro esponente della minoranza dem, Gianni Cuperlo, secondo cui il ricorso alla fiducia sull'Italicum rappresenterebbe "uno strappo" che "metterebbe seriamente a rischio il proseguimento della legislatura, perché le opposizioni tutte avrebbero una reazione forte". Cuperlo ha rinnovato quindi il suo "appello a che questo strappo si eviti" e sulla sostituzione dei membri della minoranza Pd in Commissione Affari costituzionali non apre la polemica. "Ho già affermato in passato - ha spiegato - che se l'ufficio di presidenza, a fronte della chiarezza e anche della lealtà da me dimostrate, avesse ritenuto di prendere dei provvedimenti, avrei preso atto e rispettato la decisione perché riconosco che in un gruppo esistono delle regole e io a quelle regole mi attengo. Non è su questo punto che voglio aprire la polemica". "Mi auguro - ha proseguito - che in queste prossime ore e in questi prossimi giorni ci sia la volontà di capire che nessuno vuole sabotare, mettere i bastoni tra le ruote o azzerare il percorso. Ho voluto credere al presidente del Consiglio quando ha voluto, nel colloquio con Repubblica parlare di un nuovo equilibrio tra riforma elettorale e riforme costituzionali. I margini ci sono, bisogna vedere se c'è la volontà".
L'attacco di FI
Oltre che dal M5S arrivano critiche anche da FI; Renato Brunetta, capogruppo alla Camera attacca: "La sostituzione di 10 membri di Commissione che evidentemente non la pensano come il segretario del partito e presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è una cosa assolutamente mai vista. E' aberrante, è antidemocratico, è anti regolamenti parlamentari. E questa decisione la dice lunga sulla democrazia di Renzi, anzi sulla democratura di Renzi, democrazia più dittatura" "Questo è quello che sta avvenendo, ma ne vedremo della altre pessime come la fiducia che Renzi senz'altro metterà sul suo Italicum". "Noi saremo assolutamente contrari, questo Italicum non può passare così ma soprattutto non può passare questo modo di violentare il Parlamento, a partire dai propri commissari del Pd. Cambiare 10 commissari del calibro della presidente Bindi, e di tutti gli altri. Questo è veramente aberrante. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sarebbe bene che ci mettesse l'attenzione e lo sguardo", ha concluso Brunetta.