MONDO
Boom di ascolti negli Usa
Joe Biden elogia Markle e Harry. Con Meghan anche Serena Williams. Tace la regina
È stata seguita da un numero record di telespettatori l'intervista di Oprah Winfrey a Meghan Markle e il principe Harry, in esclusiva Cbs. La Casa Bianca ha elogiato il coraggio dei due duchi, "privati cittadini" negli Usa. Anche Serena Williams ha espresso sostegno a Meghan. No comment di Buckingham Palace

Il presidente Biden apprezza "il coraggio" mostrato dal principe Harry e da Meghan Markle nel raccontare la propria storia. Così la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, ha risposto alla domanda sull'intervista esplosiva della coppia con Oprah Winfrey riguardo all'amicizia di Joe e Jill Biden con il principe.
"Per chiunque farsi avanti e parlare della propria salute mentale e raccontare la propria storia personale, ci vuole coraggio, e questo è certamente quello che pensa il presidente", ha detto la portavoce di Biden, con un riferimento al fatto che Meghan nell'intervista in cui ha denunciato il razzismo di cui è stata vittima nel Regno Unito, anche da parte della Casa Reale, ha confessato di aver pensato al suicidio.
La portavoce ha poi aggiunto che Biden ha "parlato dell'importanza di investire in molte delle aree in cui anche loro sono impegnati nel futuro", ha aggiunto riferendosi all'attività dell'ex coppia reale. A dare man forte a Meghan c'è anche la star del tennis Serena Williams: "Meghan Markle, la mia amica altruista, vive la sua vita - e dà l'esempio - con empatia e compassione", ha scritto Williams in un tweet, "Mi insegna ogni giorno cosa significa essere veramente nobile. Le sue parole illustrano il dolore e la crudeltà che ha vissuto".
Tra le polemiche suscitate dall'intervista sono al vaglio le affermazioni di Meghan Markle secondo cui a suo figlio Archie non è stato dato il titolo di principe perché di pelle scura. "Bastava avere pazienza e anche Archie sarebbe stato principe", ha dichiarato la scrittrice esperta di Case reali Marina Minelli. Secondo la sua versione dei fatti: "Non è assolutamente vero che Archie non ha avuto il titolo perché di pelle scura. C'è una norma del 1917, quando Giorgio V cambiò il nome della dinastia, che ha codificato con precisione a chi va il titolo, una norma voluta per ottimizzare e ridurre le spese visto che tutti sostanzialmente vivevano a spese del sovrano. Da Giorgio V in poi sono principi e Altezze Reali solo i figli e i nipoti di un sovrano regnante, e il figlio del primogenito dell'erede al trono. Nel 2012 Elisabetta II ha modificato questa norma per i figli di William e Kate, che adesso sono tutti principi. A Palazzo lo avranno sicuramente spiegato a Meghan, e a lei non sarà piaciuta la cosa. Ma se avesse avuto pazienza anche Archie sarebbe divenuto principe".
E su una possibile risposta di Buckingham Palace Minelli aggiunge: "A Windsor mi risulta che ci siano riunioni su riunioni. E ci metteranno giorni a rispondere".