ECONOMIA
Il presidente di Confcommercio
Sangalli: "Italia non è fuori pericolo, avanti con le riforme"
Carlo Sangalli promuove il governo Renzi per il bonus di 80 euro, i contratti di lavoro più flessibili e l'apertura alle riforme ma chiede meno tasse per le Pmi a partire dalla riduzione dell'aliquota Irpef

"L'Italia non è fuori pericolo. I nostri dati sui consumi del mese di aprile indicano ancora una riduzione di tre decimi di punto - chiarisce il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli - ed è stridente la contraddizione tra fiducia, in risposta agli annunci del governo, e comportamenti effettivi di famiglie e imprese: perchè sulla fiducia prevale ancora l'oppressione fiscale".
L’attacco alle banche
Il sistema bancario "continua a essere troppo rigido e timido, soprattutto nei confronti della piccola e media impresa". Nel primo trimestre dell'anno - ha spiegato Sangalli - nel terziario, meno di un'impresa su quattro - tra quelle che hanno chiesto un finanziamento - ha visto accolta pienamente la propria domanda di credito.
Partire dalle riforme
La parola d’ordine, secondo Sangalli è ‘riforme’ perché "l'Italia è ancora gravemente malata di bassa crescita; non è affatto fuori pericolo". Lodi per la "nuova stagione politica del presidente Renzi e del suo governo che ha convinto molti che l'avvio delle riforme è veramente dietro l'angolo". Una speranza che secondo il presidente di Confindustria non elimina però la realtà: le prospettive di crescita sono deludenti e "siamo, ancora, nella palude degli zero virgola tanto per il Pil quanto per i consumi. Non ci sarà una ripresa salvifica". L’unica strada per ‘salvarsi’ è perciò "fare riforme" a partire da una "riforma fiscale, nella direzione di un abbassamento del carico fiscale attraverso la riduzione generalizzata delle aliquote dell'Irpef".
Troppe tasse
Sangalli lancia un appello al governo perché semplifichi il sistema fiscale: "Le tasse in Italia si pagano infatti tre volte: prima come imposte, poi come burocrazia e infine come incertezza. E non e' possibile che un imprenditore onesto si senta sempre un po' un 'sorvegliato speciale' per il fisco italiano". Il presidente di Confcommercio punta il dito contro Il "combinato mal-disposto di Imu-Tasi-Tari che potrebbe essere letale per le nostre imprese".
Le elezioni europee e la domanda interna
Un’opportunità da sfruttare. Secondo Sangalli il semestre italiano di presidenza Ue deve essere un vero e proprio "punto di svolta". "La 'lezione' delle europee - ha dichiarato - e' stata chiara: il Paese ha espresso un deciso, ma equilibrato, desiderio di cambiamento: una speranza di crescita, di sviluppo, di un futuro diverso. Questa speranza consegna ora al Governo un grande capitale di fiducia".
Sangalli attacca anche le politiche europee che prescrivono ricette "che non tengono in considerazione lo stato di salute del malato. Lo hanno capito tutti: i consumi sono malati e se si sbaglia farmaco si aggraveranno". La soluzione, secondo Confindustria, è "rivalutare il ruolo della domanda interna".
Bonus Irpef per partite Iva
E' giusto - secondo Sangalli - estendere il beneficio dei famosi 80 euro anche alle partite Iva perché “l'attuale carico fiscale sul lavoro e' incompatibile con la crescita".
Agevolazioni per l’energia
Sangalli applaude l’annuncio fatto dal ministro Guidi della riduzione del 10% del costo dell’energia perché "le nostre imprese pagano in media il 30% in più rispetto a quelle degli altri Paesi europei". "L'importante – ha sottolineato Sangalli - e' che vada a vantaggio di tutte le imprese, indipendentemente dal volume dei consumi, interrompendo una prassi discriminatoria che ha scaricato su una parte del sistema produttivo l'onere delle agevolazioni alle imprese cosiddette energivore".
Aprire alla flessibilità
Un’altra adesione alle scelte del governo Renzi riguarda il cosiddetto Jobs Act. Sangalli promuove la scelta di rendere il lavoro più flessibile perché "Oggi c'e' bisogno di creare lavoro appena possibile e dove e' possibile. E' insensato tenere distanti i lavoratori dalle imprese e le imprese dai lavoratori. E limitare le forme di assunzioni perché flessibili significa invece, inevitabilmente, limitare le opportunità. Il vero precariato e' la disoccupazione".
Nessuna nostalgia per la concertazione
Per quanto riguarda la concertazione tra esecutivo e parti sociali Sangalli ha dichiarto che "Da tempo abbiamo rinunciato con sollievo a certi rituali della concertazione". Tuttavia, secondo il presidente, “è un errore sminuire le parti sociali” perché hanno arginato fenomeni come quello dei forconi.