CULTURA
Un'eredità immortale
Shakespeare re dei teatri a 400 anni dalla morte
Gb crea apposito hashtag. Celebrazioni a livello globale

Il Bardo, quindi, è più 'vivo' che mai e i suoi capolavori rivivranno attraverso una serie di eventi disseminati in 110 paesi diversi, da festival internazionali a tournée teatrali, esplorando però ogni mezzo espressivo e con la particolare attenzione che i tempi impongono ai progetti digitali che puntano ad una partecipazione di massa, globale, interattiva e interconnessa.
Una realtà che sembra così lontana da quel 1616 quando lo scrittore inglese morì all'età di 52 anni a Stratford-upon-Avon (anche la sua città natale). Eppure oggi le sue notissime e numerose citazioni e frasi entrate nel lessico corrente sembrano perfette, nella forma e nei contenuti, acute e sintetiche, per i 140 caratteri che dominano l'era della comunicazione 2.0. E già si prevede un grande successo per l'hashtag dedicato alle celebrazioni in una vera e propria gara a citare i passaggi delle tragedie più famose, dall'Amleto al Macbeth.
Le opere del Bardo saranno anche ricordate nelle nuove monete da 2 sterline che avranno alcuni simboli ricorrenti nell'immaginario shakespeariano: il teschio e la rosa, la corona e la spada. "L'eredità di Shakespeare non ha paragoni: le sue opere sono state tradotte in più di 100 lingue e vengono studiate dagli alunni di metà del pianeta", ha affermato Cameron, lanciando il sito ufficiale delle celebrazioni. E' lo stesso primo ministro a sottolineare la portata planetaria degli eventi: la Royal Shakespeare Company farà una tournée in Cina, dove il Bardo è un degli autori più amati, mentre la compagnia del Globe di Londra si esibirà dalla Danimarca all'Iraq.
Ma ci saranno anche conferenze e convegni per rivelare i 'segreti' attorno a una figura tanto studiata e analizzata ma per certi versi ancora oscura. Lo scorso maggio ad esempio è stato ritrovato quello che potrebbe essere il primo e unico ritratto contemporaneo di Shakespeare, eseguito quando il genio della letteratura era ancora in vita. Lo ha scovato il botanico e storico britannico Mark Griffiths in un volume di 1500 pagine sulle piante datato 1598. Secondo lo studioso, l'immagine di un uomo con folti riccioli e i baffi sarebbe proprio quella dell'autore le cui raffigurazioni sono in gran parte state fatte dopo la morte.