MONDO
John Kerry: operazioni efficaci
Siria, i raid contro l'Isis continuano. Forse ucciso il leader di un gruppo legato ad al Qaeda
Colpiti obiettivi al confine con l'Iraq e in territorio iracheno. I miliziani rispondono aumentando la pressione nel nord, vicino al confine con la Turchia

Kerry: operazioni efficaci, fermata l'offensiva dei jihadisti
Secondo John Kerry, i raid aerei “sono stati efficaci” e hanno fermato l’offensiva dei jihadisti. Il segretario di Stato americano ha poi ricordato che la lotta all'Is non comprende solo i raid in corso, ma è uno sforzo molteplice che comprende il contrasto agli jihadisti stranieri, il taglio dei finanziamenti al terrorismo e un più ampio sforzo perché "l'Islam torni ai musulmani".
Nel mirino i collegamenti tra Raqqa e le linee del fronte
Nel secondo giorno di attacchi, i raid di Washington e dei suoi alleati arabi si sono concentrati soprattutto nell’area al confine tra Siria e Iraq. Nella sola zona di Albu Kamal, una delle principali località alla frontiera, sono stati colpiti almeno 13 obiettivi. L’area è strategica perché permette di controllare i collegamenti tra la capitale dell’autoproclamato Stato Islamico, Raqqa, e le linee del fronte nell’Iraq occidentale e, seguendo l’Eufrate, fino alle porte di Baghdad.
Raid anche in Iraq
Altri raid hanno colpito un’area dell’Iraq a ovest di Baghdad e una zona non lontana da Erbil, nel Kurdistan iracheno. Secondo gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, i gruppi ribelli del Fronte al Nusra e di Ahrar al Sham starebbero sgomberando nelle ultime ore da alcune delle proprie basi nel nord ovest della Siria, nella provincia di Idlib. Complessivamente, fonti dal territorio siriano parlano di almeno 120 jihadisti uccisi.
I jihadisti avanzano nel nord della Siria
I miliziani hanno risposto rafforzando i propri contingenti impegnati a nord, vicino al confine turco. Secondo i curdi siriani, i jihadisti sono avanzati in direzione di Kobani, una città dove negli ultimi giorni si sono diretti circa 140mila civili in fuga. L’eco dei combattimenti si può sentire chiaramente anche dalle zone della Turchia nei pressi della frontiera.