CULTURA
66a edizione
Prix Italia, quando si cambia il punto di vista: Europa e rifugiati. Caracciolo: "Fare di più"
230 opere in gara da 30 paesi diversi: è iniziato il concorso che la Rai organizza da 66 anni per dialogare con gli altri operatori del settore. Tanti i temi affrontati, Gabriele Salvatores ha presentato il suo "Italy in a day". Lucio Caracciolo, direttore di Limes, sul tema dei profughi ha detto: "Sono un dovere morale e politico"
"Non possiamo fare finta che il web non esista"
"Non possiamo fare finta che il web non esista, siamo tutti dentro il web - ha spiegato il neosegretario del Prix Paolo Morawski - Abbiamo fatto un concorso web aperto a tutti e non solo ai broadcaster ma anche ai nuovi player della scena digitale: abbiamo avuto 33 siti in concorso che sono il meglio del meglio"
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Cervello in moto, con gli occhi puntati sul futuro. "L’innovazione è il capitale più importante", secondo il presidente della Rai Annamaria Tarantola. E allora via: dibattiti sul servizio pubblico, Europa, Gabriele Salvatores cerca di dare una risposta su chi siamo noi italiani presentando il suo film “Italy in a day”. "Mi farebbe piacere che i nostri politici lo vedessero", ha detto il regista. "In un'epoca come questa che viviamo - ha aggiunto - dove il desiderio con la d maiuscola scompare in nome del possesso e del consumismo, dei desideri piccoli e realizzabili, penso che il cinema possa e debba aver la funzione di far nascere desideri grandi. E' quello che abbiamo cercato di creare di questo film, non raccontando necessariamente e solamente i problemi sociali, ma cercando di capire cosa c'è dietro di questi". Sull’immigrazione si cambia punto di vista: come la raccontano i media del sud del mondo?
"Bisogna distinguere tra immigrazione e profughi"
"Bisogna distinguere tra immigrazione e profughi", ha spiegato Lucio Caracciolo, direttore di Limes, che al Prix ha parlato del tema visto dai media nordafricani. "I profughi – ha sottolineato - hanno tutto il diritto di venire in Italia e in altri Paesi per fuggire dalle guerre. Sull'immigrazione, invece, si può discutere dell’opportunità o meno. I profughi sono un dovere morale e politico e questo, forse, è un aspetto che i nostri media non sottolineano abbastanza".