Anche Liliana Segre ha i superpoteri: con la "S" di Superman e l'occhiolino su un murale di Firenze
L'intervista al collettivo femminile di street art Lediesis e il video in esclusiva
Dopo Martin Luther King e Greta Thunberg, ora “tocca” a Liliana Segre comparire sui muri di Firenze con tanto di “S” di superman e occhiolino, segno distintivo del collettivo femminile di street artist Lediesis. I muri della città, negli spazi concessi dal Comune, si stanno popolando con le immagini di personaggi che si sono distinti per cambiare il mondo all’interno di una campagna di sensibilizzazione lanciata dalla Fondazione Il Cuore si scioglie con il titolo “Il momento è adesso", frase tratta dal celebre discorso di Martin Luther King.
La nuova opera è spuntata in Borgo Albizi, nei pressi dell'ex Ghetto di Firenze dove ogni giorno passano migliaia di persone. Lo scopo della campagna è far riflettere le persone comuni e invitarle ad agire in prima persona, seguendo l'esempio dei #superhumans. Le abbiamo intervistate ed ecco che cosa ci hanno raccontato.
Che cosa significa il vostro nome?
La scelta del nome che usa l'hashtag gioca sia sul linguaggio social sia su quello musicale, il diesis è un’alterazione della nota di base. Inoltre già nel pronunciare Lediesis (ladies) è chiaro che si vuole rendere omaggio a delle grandi signore, ma anche a tutte le sisters, le sorelle. Pensa quante sfumature in una sola parola!!!
Come avete cominciato e che cosa significa oggi fare "street art"
L'idea delle Superwomen è nata quasi per scherzo durante la visita all'ultima Arte Fiera a Bologna, a fine gennaio di quest'anno. Abbiamo fatto la prima incursione a Firenze, città capofila della street art italiana, in occasione dell’8 marzo attaccando 8 donne in altrettante finestre cieche del centro storico come un omaggio alle donne e come un momento di riflessione per tutti. Sinceramente non ci aspettavamo il successo mediatico che abbiamo avuto. Questo ci ha incoraggiato per uscire con altrettante icone a Roma dove abbiamo disseminato di donne il Ghetto e Trastevere. Da Anna Magnani alla Sora Lella. Da Eva Kant a Barbie.
La street art è un mezzo di comunicazione con un’energia incredibile. Il fatto che si realizzi per strada è un motivo in più per veicolare messaggi positivi. Gli street artist hanno una grandissima responsabilità perché sono sotto gli occhi di tutti.
Come realizzate le vostre opere?
Sono tutte dipinte ad acrilico su carta velina. Le uniche e originali si trovano solo attaccate sui muri.
Come scegliete i personaggi che rappresentate?
Scegliamo in base alle vibrazioni che ci procurano i soggetti. Le eroine disegnate hanno lasciato, ognuna nel suo campo, in eredità esempi e pensieri che è giusto condividere, ricordare, omaggiare. Tutte hanno la S di superman sul petto per giocare sul ribaltamento dei ruoli e tutte fanno l’occhiolino: è un segno di complicità con chi le guarda, come per dirgli “anche tu sei come me, anche tu hai i superpoteri!”
Da Frida Kahlo a Sora Lella. Una è un’icona femminile, non solo per la sua arte, ma anche per la sua forza, la sua vitalità, la sua passionalità; l’altra è un'istituzione per i romani che l’adorano, prima di essere un’attrice è stata un personaggio, rappresenta un po’ la nonna di tutti gli italiani. Barbie e Lara Croft sono state rappresentate una con una sporta della spesa e l’altra con un matterello. Barbie incarna il mito della donna perfetta, invece, come tutte, va tranquillamente a fare la spesa; Lara Croft, che immaginiamo sempre come un’invincibile guerriera, non ha un uzi, ma un matterello, oggetto simbolo delle massaie di tutto il mondo, soprattutto di un’Italia che fu. Poi ci sono: Eva Kant, una donna volitiva, intrigante, astuta ma capace di fare di tutto per l'uomo che ama e Marina Abramovich, performer ed artista di eccezionale intensità e impegno fino a Beatrix Kiddo una donna bellissima, ma anche tostissima.
Qual è la superwoman a cui siete più legate, se ce n'è una.
Non abbiamo dubbi! Le due ragazze con il niqab che si fanno un selfie perché la gioia di sentirsi donna può esprimersi sotto qualsiasi vestito. Diciamo che rappresenta anche il nostro autoritratto! Ci siamo divertite tantissimo a realizzarlo. Siamo due street artists donne e preferiamo restare anonime, per questo ci siamo rappresentate con il niqab. Il nostro superpotere, in un mondo in cui c'è la smania di protagonismo, è l'invisibilità.
Le donne che avete scelto sono diverse tra loro. Si può dire che sono tutte espressione di un "girl power". A loro da poco si aggiunge un uomo, Martin Luther King. Qual è il messaggio che volete veicolare?
Quello che ci muove è lo scopo di far riflettere ogni persona, che sia uomo o che sia donna. Non è che solo le donne, a cui dipingiamo la S sul petto, hanno i superpoteri, li abbiamo tutti. Dobbiamo solo rendercene conto e agire di conseguenza. Tutti, anche se con piccoli gesti, possiamo cambiare il mondo. La rivoluzione inizia da noi stessi: quando ci rendiamo conto delle nostre possibilità e di conseguenza delle nostre responsabilità.
Il primo uomo è Martin Luther King. Ne avete altri in programma?
L’idea di realizzare Martin Luther King è nata grazie alla collaborazione con la Fondazione il Cuore si scioglie
(che dal 2010 è sempre a fianco di chi è in difficoltà, per cercare di dare un’opportunità a quanti non l’hanno mai avuta) per promuovere la sua campagna per la raccolta fondi dei progetti e delle iniziative di solidarietà. Insieme ci siamo ispirati al famoso discorso di Martin Luther King e abbiamo selezionato 7 persone che hanno cambiato la storia, non a caso lo slogan è “ il momento è adesso”.
A breve usciranno altre quattro opere originali (Martin Luther King, Greta e la Segre sono già stati attaccati) che raffigurano altri superhumans (quindi non solo donne...) in pieno centro storico di Firenze. I soggetti, ovviamente non possiamo ancora svelarteli, ma ci sono anche personaggi molto attuali, eroi dei nostri tempi che hanno a cuore la povertà, la giustizia e l’integrazione.
Lediesis all'opera