George Clooney: "I marmi del Partenone devono tornare in Grecia"
La star di Hollywood torna a auspicare che il British Museum di Londra consegni i fregi ad Atene
"I marmi del Partenone custoditi dal British Museum di Londra devono essere restituiti alla Grecia". La star di Hollywood George Clooney si pronuncia sulla secolare contesa per i cosiddetti 'marmi Elgin', auspicando il loro ritorno ad Atene. L'attore statunitense si era già espresso in proposito nel 2014, dopo aver girato il film "Monuments Men", ed ora è ritornato sulla spinosa questione durante una visita in Grecia.

Mentre la nazione ellenica si prepara a celebrare il 200esimo anniversario della sua indipendenza dall'impero ottomano il prossimo 25 marzo, Clooney ha nuovamente invitato il Regno Unito a fare ammenda e restituire ad Atene l'importante collezione di marmi del Partenone che sono uno dei più grandi tesori del British Museum dall'inizio del XIX secolo, quando arrivarono a Londra su iniziativa di Thomas Bruce, VII conte di Elgin. "Ci sono molti oggetti di valore storico che devono essere restituiti ai loro proprietari originali, ma nessuno di loro è importante quanto i marmi del Partenone", ha detto l'attore secondo quanto ha riportato il quotidiano greco "Ta Nea". "Le sculture del Partenone devono essere restituite al loro proprietario originale", ha sottolineato Clooney.

Non è la prima volta che l'attore americano si è impegnato a favore del rimpatrio dei marmi greci. George Clooney aveva già parlato nel 2014 del ritorno della collezione Elgin in Grecia, in occasione dell'uscita del film "Monuments Men", che racconta la storia di un gruppo americano responsabile del ritrovamento di opere d'arte saccheggiate dai nazisti. Se le sue dichiarazioni avevano attirato l'ira di Boris Johnson, allora sindaco di Londra, gli erano valse anche l'amicizia dell'avvocata Amal Alamuddin che avrebbe finito per sposare pochi anni dopo.

I marmi del Partenone sono oggetto di un'antica controversia tra Grecia e Regno Unito. Le sculture del tempio e gli elementi architettonici del tempio dell'Acropoli dedicato alla dea greca Atena (realizzato tra il 438 e il 432 a.C.) furono rimossi principalmente negli anni 1801-1802 sotto la supervisione dell'ambasciatore britannico a Costantinopoli, Lord Elgin, durante il periodo della dominazione ottomana dalla Grecia. L'aristocratico riportò in Inghilterra i due frontoni del tempio, il suo fregio principale e buona parte delle sue metope istoriate, almeno una parte delle quali è attribuita allo scultore ateniese Fidia. I marmi furono venduto nel 1816 alla Corona britannica, che da allora li ha esposti al British Museum.

Inaugurato nel 2009, il nuovo Museo dell'Acropoli di Atene ha progettato in anticipo un vasto spazio espositivo per accogliere tutti i marmi del Partenone di cui la Grecia continua a chiedere la restituzione, a intervalli regolari. La resistenza britannica sembra provenire principalmente dalle istituzioni, ansiose di tenere in casa un tesoro inestimabile di arte classica: nel 2014, uno studio aveva ha rivelato che solo una minoranza di britannici si opponeva al ritorno dei marmi del Partenone ad Atene. Altre celebrità, come Liam Neeson, hanno sostenuto il rimpatrio dei marmi dal British Museum, mentre anche l'Unesco e l'Unione Europea hanno chiesto la fine di questa disputa culturale di due secoli.