Harley Davidson, la novità Fat Bob 114
Perché tirare le marce, quando sei seduto su un poderoso bicilindrico con una coppia inesauribile? Questa è la chiave di interpretazione della Harley Davidson Fat Bob 114, la più interessante novità nelle custom della casa di Milwaukee.
Il progetto è stato rinnovato senza allontanarsi troppo dalla tradizione e salta agli occhi subito il fanale rettangolare unico a led (nella versione precedente era sdoppiato) che contraddistingue il frontale. Altra caratteristica sono gli scarichi satinati sdoppiati e i grossi pneumatici montati su cerchi da 16”. Le pedane sono naturalmente avanzate, ma non in modo eccessivo. Questo, unito al manubrio non altissimo e al baricentro basso, rende la moto più maneggevole e capace di scendere sufficientemente in piega da divertire anche nelle strade tortuose. Discorso a parte per il “Milwaukee Eight” da 114 pollici cubici (1.868 cc), disponibile anche la versione 107 (1.745 cc), con distribuzione a quattro valvole per cilindro, iniezione elettronica e raffreddamento ad aria e olio.
L’adozione di due contralberi di bilanciamento ha permesso di attenuare, senza eliminare, le vibrazioni: un’altra peculiarità della Harley Davidson, le ‘buone vibrazioni’, la ‘musica’ del bicilindrico. L’avantreno è sportivo con doppio disco Brembo e forcella a steli rovesciati. La sospensione posteriore è tipica delle ‘Softail’ con un monoammortizzatore regolabile Showa inclinato posizionato sotto la sella. Softail (coda morbida) è una classe di modelli HD e per capirne il significato bisogna tornare indietro nel tempo: le custom anni ’60 non avevano la sospensione posteriore, l’asse della ruota era fissato al telaio (Hardtail) e questo rendeva estremamente scomode queste moto nelle lunghe percorrenze. Si deve all'ing. Bill Davis l’invenzione di una forcella che lasciasse a vista la struttura del telaio tradizionale, ma con la parte posteriore oscillante (come la coda di un uccello) ...soft, appunto. Il motore tira subito forte dai bassi e medi regimi .