"Il mio nome è Bond, James Bond". Sean Connery, l'agente 007 più amato di sempre
L'attore ha vestito i panni dell'agente 007 di Fleming per sei volte (più una)
Lo smoking, l'Astor Martin, la sigaretta fumata elegantemente e quel vodka Martini "agitato" non "mescolato". L'immagine di Sean Connery, scomparso oggi a 90 anni, è legata indissolubilmente a quella di James Bond, di cui fu primo interprete sul grande schermo. Un legame perfetto che ha reso immortali entrambi, l'attore e il personaggio, che ha continuato a vivere nell'interpretazione di altri grandi attori ma che senza quell'inizio non avrebbe avuto probabilmente la stessa fortuna. E il pubblico è d'accordo. Passano gli anni e a ogni sondaggio viene fuori che è proprio lui, Sean Connery, quello che nell'immaginario collettivo incarna meglio l'agente 007.
Eppure la scelta di Connery non fu così scontata. I produttori Saltzman e Broccoli lo proposero per interpretare la parte dell'eroe dei romanzi di spionaggio di Ian Fleming, a scapito di concorrenti del calibro di Cary Grant, Rex Harrison, Trevor Howard e Roger Moore - quest'ultimo otterrà il ruolo negli anni '70, ma lo scrittore non ne era così convinto e commentò con un: ''Non è esattamente quello che avevo in mente''.
Comunque, Agente 007 - Licenza di uccidere (Dr. No) di Terence Young è il primo di una serie di pellicole che danno a Connery fama internazionale, consacrandolo come un sex symbol. Ottenne un successo strepitoso e convinse i produttori a confermare Sean Connery nel ruolo di 007 per altre quattro pellicole: 'Agente 007, dalla Russia con amore' (1963), 'Agente 007 - Missione Goldfinger' (1964), 'Agente 007 - Thunderball' (Operazione tuono) (1965) e 'Agente 007 - Si vive solo due volte' (1967).
Connery interpretò il ruolo di 007 fino al 1967, quando durante le riprese del quinto film 'Agente 007 - Si vive solo due volte' di Lewis Gilbert, decise di abbandonare il personaggio, preoccupato della sua identificazione solo con l'agente segreto. 'Si vive solo due volte' è stato il primo film in cui i testi di Ian Fleming sono stati pesantemente revisionati, cosa che nei film successivi avverrà sempre più spesso, nonostante ciò la pellicola ebbe molto successo. Connery come annunciato rinunciò a interpretare James Bond nel successivo film e venne sostituito da George Lazenby.
'Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maesta'' (1969) di Peter R. Hunt fu però un insuccesso, il peggiore della serie dei film di James Bond. Per questo nel 1971, dopo lunghe e complesse trattative, a seguito dell'insistenza della produzione e dalle recensioni negative del pubblico su Lazenby (unico interprete 'ufficale' di James Bond a fare un solo film), Connery riprese il suo ruolo in 'Agente 007 - Una cascata di diamanti' di Guy Hamilton, raggiungendo un accordo con i produttori; dopo il successo della pellicola il suo addio divenne definitivo passando così il testimone a Roger Moore. Tuttavia nel 1983 tornerà nuovamente sui suoi passi grazie al compenso record per il film 'Mai dire mai' di Irvin Kershner, un remake - fuori dal ciclo ufficiale - di 'Agente 007 - Thunderball (Operazione tuono)', già interpretato da Connery nel 1965.
Nell'immaginario comune di tante generazioni Sean Connery è James Bond. Forse, addirittura, 'l'unico' James Bond.
Eppure lui disse: "Francamente non so spiegarmi perché James Bond abbia avuto tanto successo. Forse perché i film di Bond sono arrivati al momento giusto. Nei primi Anni Sessanta, anni pieni di cambiamenti politici, di “messaggi”, di razionalità imperante, di nevrosi. Con quel film, il pubblico improvvisamente si trovò catapultato in un mondo che non conosceva: casinò, night-club, Giamaica, donne bellissime, armi segrete, uomini potentissimi. E poi c'era James Bond, un avventuriero di razza che si diverte, che ha stile e sa tirarsi fuori dalle situazioni più difficili col sorriso sulle labbra, l’eroe giusto per quegli anni".
E Sean Connery era l'uomo giusto per incarnarlo, come scrive Daniel Craig (anche lui nei panni dello 007) commentando la sua scomparsa: "Ha definito un'epoca e uno stile, lo spirito e lo charme che ha portato sullo schermo possono essere misurati in megawatt".
Dopo Sean Connery sono stati molti gli interpreti di James Bond, alcuni dei quali iconici come Roger Moore (sette volte) o l'ultimo, Daniel Craig (cinque). Si sono cimentati nel ruolo anche attori popolari come Pierce Brosnan (quattro volte) e Timothy Dalton (due volte), ottenendo sempre grande successo di pubblico (e spesso di critica, come accade negli ultimi film della serie). Malgrado cio', Sean Connery resta nella memoria collettiva come il primo - e secondo molti 'unico' - interprete di James Bond. E quel suo "Bond, James Bond" pronunciato guardando fisso negli occhi l'interlocutore resta un marchio di fabbrica che nessuno è riuscito a replicare.