Incendi in California, cenere e fumo danneggiano i vigneti. Vendemmia a rischio
Il vino della West Coast vale complessivamente 4,5 miliardi di dollari. La produzione vinicola degli Stati Uniti ha raggiunto quasi il 10% del totale mondiale
Il fumo degli incendi divampati nella Costa Occidentale degli Stati Uniti rischia di compromettere la vendemmia in alcune delle regioni vinicole più famose della nazione. L'aria malsana, la fitta coltre di cenere e le temperature potrebbero aver influito sui vigneti di California, Oregon e Washington conferendo all'uva un gusto amarognolo e un sentore di bruciato. Nessuno conosce ancora l'entità dei danni causati al raccolto e i coltivatori stanno cercando di valutare la gravità, ma molti concordano che il vino potrebbe essere così cattivo da non poter essere commercializzato.
"Il vino della West Coast vale complessivamente 4,5 miliardi di dollari", spiega John Aguirre, presidente della California Association of Winegrape Growers. "Sappiamo che alcune uve sono danneggiate dal fumo, ma non vogliamo che anche la frutta buona sia rifiutata e non trasformata in vino perché ci mancano gli strumenti per valutarla".
Capita infatti che alcuni cerchino di ridurre al minimo le perdite includendo uve danneggiate dal fumo nel processo di produzione ma questo porterebbe a risultati pessimi perché le cantine non possono immettere vino scadente sul mercato con il rischio di danneggiare seriamente il loro marchio. "Penso che questi incendi saranno senza dubbio il peggior disastro che la comunità dei viticoltori abbia mai affrontato. Alcune cantine non accettano l'uva che si sono impegnate ad acquistare a meno che non sia stata testata per la contaminazione da fumo. Ma i laboratori sono già troppo impegnati".
Nella Napa Valley, in California, i risultati delle analisi effettuate sui campioni di uva non saranno pronti fino a novembre e le premesse non sono buone. Noah Dorrance, proprietario di Reeve Wines a Healdsburg, ha detto al San Francisco Chronicle: "Si sente e si annusa questo sapore cinereo, come di qualcosa cotto al barbecue".
I primi a lanciare l'allarme sono stati i ricercatori australiani. Già nel 2003, avevano collegato il fumo nell'atmosfera al gusto del vino. Da allora fino al 2015, i produttori australiani di vino hanno perso più di 286 milioni di dollari a causa del fumo. La recente stagione degli incendi in Australia è stata "orribile", ha detto Krstic, amministratore delegato dell'Australian Wine Research Institute. Le fiamme hanno soffocato Willamette Valley, famosa per i suoi pinot neri. "Il Pinot nero è un'uva dalla buccia molto sottile, molto delicata, difficile che non sia stato danneggiato, senza contare che in questo 2020 bar e ristoranti sono stati chiusi durante il lockdown a causa del coronavirus".
In California sono più ottimisti, e la "vendemmia selvaggia" del 2020 della West Coast - come la chiamano già alcuni produttori di vino - potrebbe non essere poi così male. Nel 2018, un'azienda californiana annullò contratti da milioni di dollari per l'acquisto di uva dai vigneti dell'Oregon meridionale, sostenendo che fossero contaminati dal fumo degli incendi. Quattro aziende vinicole locali decisero di rilevare le commesse producendo i vini Oregon Solidarity che ottennero buone recensioni.