Lauda. Nel 1976 il terribile incidente nel circuito del Nurburgring
Nel 1976 lo schianto a 200 km l'ora contro una recinzione che lo lasciò sfigurato per tutta la vita. Il racconto di quei terribili momenti attraverso le parole dell'ing. Mauro Forghieri, padre delle Rosse vincenti di quegli anni
Un terribile schianto a 200 all'ora contro una recinzione. Era il 1976 quando Niki Lauda, durante il Gran Premio di Germania, sulla pista del Nurburgring ebbe il gravissimo incidente che lo lasciò sfigurato per tutta la vita e che danneggiò i suoi polmoni. "L'impatto è stato così violento che il casco mi si è tolto da solo", raccontò dell'incidente. La sua Ferrari fu avvolta dalle fiamme e per tirarlo fuori dalla macchina ci vollero 55 secondi.
All'ospedale un prete gli diede l'estrema unzione, viste le sue condizioni. "Ma non volevo morire, volevo continuare a vivere", disse Lauda quattro decenni dopo l'incidente. La leggenda della Formula 1 non ha solo continuato a vivere, ha continuato a combattere. Solo 42 giorni dopo l'incidente, era di nuovo al volante conquistando il quarto posto nel Gran Premio d'Italia a Monza, chiudendo la stagione come secondo classificato dopo il rivale britannico James Hunt.
Oltre ai problemi di salute persistenti, lo schianto gli "lasciò" anche quel suo caratteristico berretto sportivo rosso. Il suo fisioterapista inizialmente glielo fece indossare per tenere le bende sulla testa, ma Lauda continuò a indossarlo in modo che le persone lo guardassero negli occhi piuttosto senza farsi distrarre dalle parti della sua testa ustionata.
Dopo il suo primo titolo mondiale di Formula 1 nel 1975, Lauda vinse altre due volte nel 1977 e nel 1984. Quando l'austriaco concluse la sua carriera agonistica nel 1985, aveva partecipato a 171 gare di Formula 1, vincendone 25 e salendo sul podio 54 volte.