Muhammad Ali, il più grande avrebbe compiuto 75 anni oggi
Le immagini-icona della vita del più grande pugile di tutti i tempi
Muhammad Ali, nato Cassius Marcellus Clay Jr. a Louisville in Kentucky nel 1942, avrebbe compiuto oggi 75 anni. Stella delle olimpiadi romane del 1960, quello stesso anno iniziò una fulminante carriera professionistica che lo porterà già nel 1964 a conquistare per la prima volta il titolo mondiale dei Pesi massimi contro Sonny Liston. Dopo questa vittoria la sua conversione all'Islam e l'affiliazione alla Nazione Islamica dei neri americani fu resa pubblica e sancita dal cambio di nome.
Tornerà campione nel 1974 nel mitico match di Kinshasa contro George Foreman passato alla storia come "Rumble in the jungle" dopo anni di inattività forzata dovuta al rifiuto di arruolarsi per la guerra in Vietnam nel 1967 e il ritorno sul ring nel 1971 segnato dalla bruciante prima sconfitta contro Joe Frazier divenuto nel frattempo campione.
Appesantito e ormai incapace di danzare sul ring con lo stile che l'aveva reso celebre, annunciò il suo ritiro nel 1978 subito dopo aver riconquistato per la terza e ultima volta il titolo dei massimi contro Leon Spinks. Tentò di rientrare ma senza successo e nel 1981 il ritiro fu definitivo. Nel 1984 la terribile diagnosi: sindrome di Parkinson.
Della sua vita dopo la boxe tutti ricordano uno dei momenti più intensi ed emozionanti della storia dei Giochi Olimpici dell'era moderna quando, ad Atlanta nel 1996, come ultimo tedoforo accende tremante il braciere olimpico. Muhammad Ali si è spento il 3 giugno scorso e con lui se n'è andato non solo il più grande pugile di tutti i tempi ma una figura carismatica che ha cambiato il mondo dello sport e della comunicazione.