Murales a Roma, la street art omaggia ancora Gigi Proietti
Diversi i murales realizzati a Roma in omaggio al mattatore, tra cui quelli al Tufello di Luca Maleonte e al Teatro Brancaccio di Maupal, intervistato da Antonella Alba
Continuano gli omaggi a Gigi Proietti da parte degli street artist della Capitale. Oggi il volto dell'amatissimo mattatore romano è apparso su alcuni palazzi del Tufello periferia di Roma, dove l'attore è cresciuto. L'opera è di Lucamaleonte.
Qualche giorno fa un altro ritratto è apparso sulla serranda chiusa dal Covid del Brancaccio, il teatro di via Merulana che Proietti ha diretto dal 2001 al 2007. Il ritratto è di Mauro Pallotta in arte Maupal nato a Roma nel 1972, diventato celebre per i suoi murales dedicati a Papa Francesco.
Abbiamo chiesto a Maupal come ha reagito alla richiesta di disegnare un murale per Proietti
Per me è stato un grande onore, anche se non la considero un'opera di street art a tutto tondo, ma è certamente un omaggio dedicato al maestro nel posto dove ha lasciato l'anima. L'ho realizzato gratuitamente in 6 ore il giorno prima dei suoi funerali. Per me era un artista estremamente umile e gentile. Quello che mi ha colpito di lui era la sua comicità: grande senza mai essere volgare, cosa che oggi non si ritrova più tanto spesso. Anche Sordi, nella sua comicità romanesca, non usava mai battute volgari per strappare risate cosa che oggi si ritrova troppo facilmente. E anche se Proietti ci ha fatto un celebre spettacolo su una parolaccia, questa era solo abbozzata e non cadeva mai nella volgarità.
Lei ha detto che quella immagine di Proietti non è Street art, allora cosa è la Street art?
Quello è solo un omaggio, la Street art non si occupa di personaggi famosi dopo la loro scomparsa. Per me la street art si occupa invece del presente e del futuro, è impegno sociale, significa porre l'accento sui problemi che affliggono le comunità urbane, quindi noi stessi che viviamo le grandi città e le città di oggi sono popolate da molte opere di street art. Per me street art è cronaca che viene dal basso e che ha e dovrebbe avere il suo spazio. La street art dei graffiti e delle tags è un genere artistico di tutto rispetto che dovrebbe essere spiegato da chi la capisce: pensiamo all'Orinatoio di Duchamp che quando ci hanno spiegato il concetto alla base della sua creazione è diventata una delle opere d'arte più famose del mondo. Imbrattare i muri è un'altra cosa, non ha nulla a che vedere con l'arte.
Dunque ora cosa dipinge? Adesso sono molto preso dal tema della pandemia che tutti noi stiamo vivendo. L'ultimo che ho realizzato rappresenta Santo Stefano con una siringa in mano si chiama 'sacrum vaccinum' e simboleggia l'arrivo del vaccino che in effetti sta arrivando, speriamo per Natale. Poi ancora l'ipocondria diffusa con Furio, il personaggio celebre di Verdone noto per la sua nevrosi, rivolta mentre parla alla moglie Magda con gli annessi e connessi legati a dispositivi di sicurezza sanitari, mascherine e disinfettanti, e alle tasse che inevitabilmente dovremo pagare con più fatica a causa dell'emergenza innescata dal Covid.