Non è il Giappone. Ecco Amy, la prima cameriera robot della Sardegna
È l'attrazione di un sushi bar
Gonna lunga, fiocchetto rosso in testa, vassoio sempre a portata di mano e sorriso stampato in "faccia". Amy non è una cameriera qualsiasi, ma un robot, il primo che prende ordini e porta piatti in Sardegna, in un ristorante di Cagliari che di primati ne vanta un altro. Il giovane titolare, Ma Jian, 41 anni, viene da Shan Dong, la "casa di Confucio", una provincia orientale della Cina affacciata sul Mar Giallo. È arrivato in Italia venti anni fa e si è stabilito in Sardegna dove ha sposato una ragazza del posto: "Il primo matrimonio tra un cinese e una sarda", dice orgogliosamente.
Ha "acquistato" Amy, spiega, per rallegrare i clienti e far divertire i bambini che vogliono fare un selfie con lei prima di andarsene. I colleghi "umani" l'aiutano molto: scrivono sulla tastiera il numero del tavolo e lei si orienta da sola e consegna il piatto. Oltre che instancabile, è anche poliglotta: parla inglese, cinese e giapponese con i turisti. Ma non toglie il lavoro a nessuno, spiega Ma Jian, nessuno è stato licenziato per fare posto a lei.