Usa 2020, rieletta alla Camera Ocasio-Cortez. Da barista al Congresso Usa, la favola continua
Di nuovo, la democratica Alexandria Ocasio-Cortez è stata rieletta alla Camera. Un sogno che si ripete e già raccontato nel documentario "Knock Down The House", che vede protagonista la stella nascente del Partito democratico americano che due anni fa, a soli 29 anni, è diventata la più giovane parlamentare eletta al Congresso degli Stati Uniti
La democratica Alexandria Ocasio-Cortez è stata rieletta alla Camera, secondo le proiezioni del New York Times. Con il 62% delle schede conteggiate, ha ottenuto il 69%, mentre il repubblicano John Cummings ha raggiunto il 30,4%.
La giovane classe 1989, già nel 2018 aveva sconfitto un deputato di peso come Joe Crowley, membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato di New York dal 1999 al 2019. Così da barista impegnata in politica, l'ascesa della ragazza nata nel Bronx ha sorpreso l'America e attirato l'attenzione di Netflix che le ha persino dedicato un documentario: 'Knock Down the House'.
Serving NY-14 and fighting for working class families in Congress has been the greatest honor, privilege, & responsibility of my life.
— Alexandria Ocasio-Cortez (@AOC) November 4, 2020
Thank you to the Bronx & Queens for re-electing me to the House despite the millions spent against us, & trusting me to represent you once more. https://t.co/MXG2Z2DV2F
Catapultata improvvisamente tra i grandi della politica, Ocasio-Cortez ha saputo tracciare la propria strada e il voto attuale è un'ulteriore conferma delle sue capacità. "Credo che abbiamo i votanti per assicurare la vittoria di Joe Biden questa notte", ha detto la deputata democratica, sottolineando la necessità di "proteggere il processo" dello spoglio e garantire che tutti i voti vengano conteggiati.
Ai giornalisti che le chiedevano dell'eventualità che Donald Trump non accetti una sconfitta, l'esponente dell'ala più liberal dei democratici ha risposto: "Se il presidente non cede, il mio messaggio è chiaro ed è che in America il potere è del popolo. Il presidente non decide se ha vinto le elezioni oppure no, chi decide se deve lasciare il potere o no è la gente".