Palermo arabo normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale. Dal Grand Tour al riconoscimento Unesco
Una mostra visitabile fino al 13 gennaio a Villa Zito a Palermo
Si parte dal Grand Tour e si arriva ai nostri giorni. Per scoprire che la fascinazione di quelli che sarebbero poi diventati i tanti “cuori” del percorso seriale arabo – normanno riconosciuto dall’Unesco, è già tangibile tre secoli addietro. Quando viaggiatori come i francesi Jean Houël e Jean Claude Richard de Saint-Non o l’inglese Henry Swinbourne, “subirono” – è proprio il caso di dirlo – un vero incantamento dai siti. La mano romantica prima, documentaristica poi, ha fatto sì che i monumenti attraversassero indenni i secoli, padroni di bellezza. Una mostra - fortemente voluta dal Comitato di Pilotaggio del sito seriale “Palermo arabo-normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale”, e realizzata dalla Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia - racconta il lungo cammino di riscoperta e rivalutazione dell’itinerario monumentale che, nel 2015, è stato iscritto nella prestigiosa Word Heritage List dell’Unesco. Attingendo ad archivi, Fondazioni private, collezioni pubbliche, rintracciando opere che raccontano questo processo di fascinazione. Partendo proprio dal concetto di “viaggio”: per immagini, per luoghi, appunto, ma anche attraverso le testimonianze abbandonate lungo il percorso.
Nella presentazione della mostra si legge che "il sincretismo culturale arabo-normanno rappresentato nelle opere e negli edifici civili e religiosi, riconducibili alla cultura bizantina, araba e 'latina', ebbe un forte impatto nel medioevo, contribuendo significativamente alla formazione di una koinè mediterranea, un tratto distintivo della civiltà mediterraneo-europea moderna. Il Mediterraneo è da millenni una regione del mondo in cui si incrociano ed integrano culture e popoli diversi e non può, e non deve essere, la linea di demarcazione fra ricchezza e povertà, tra pace e guerra".